Una favola di Gianni Rodari

Pubblichiamo oggi una favola di Gianni Rodari (*) tratta dal libro Favole al Telefono (1962).

In caso di dubbi controllate il vocabolario che trovate sotto.

 

Uno e Sette

Ho conosciuto un bambino che era sette bambini.
Abitava a Roma, si chiamava Paolo e suo padre era un tranviere.
Però abitava anche a Parigi, si chiamava Jean e suo padre lavorava in una fabbrica di automobili.
Però abitava anche a Berlino, e lassù si chiamava Kurt, e suo padre era un professore di violoncello.
Lomogram_2016-03-04_11-36-41-AMPerò abitava anche a Mosca, si chiamava Juri, come Gagarin, e suo padre faceva il muratore e studiava matematica.
Però abitava anche a Nuova York, si chiamava Jimmy e suo padre aveva un distributore di benzina.
Quanti ne ho detti? Cinque. Ne mancano due:
uno si chiamava Ciù, viveva a Shanghai e suo padre era un pescatore; l’ultimo si chiamava Pablo, viveva a Buenos Aires e suo padre faceva l’imbianchino.

Paolo, Jean, Kurt, Juri, Jimmy, Ciù e Pablo erano sette, ma erano sempre lo stesso bambino che aveva otto anni, sapeva già leggere e scrivere e andava in bicicletta senza appoggiare le mani sul manubrio.
Paolo era bruno, Jean biondo, e Kurt castano, ma erano lo stesso bambino. Juri aveva la pelle bianca, Ciù la pelle gialla, ma erano lo stesso bambino.
Pablo andava al cinema in spagnolo e Jimmy in inglese, ma erano lo stesso bambino, e ridevano nella stessa lingua.
Ora sono cresciuti tutti e sette, e non potranno più farsi la guerra, perché tutti e sette sono un solo uomo.

* * *

Vocabolario.

Tranviere: Tram driver.

Lassù: over there.

Muratore: bricklayer.

Imbianchino: house painter.

Appoggiare: to put on.

Manubrio: handlebars.

* * *

(*) Gianni Rodari (1920 – 1980) è stato insegnante, giornalista e scrittore di libri e programmi televisivi per l’infanzia, notissimo in Italia come in molti paesi stranieri, ha contribuito a rinnovare profondamente la letteratura per ragazzi. I suoi libri sono stati tradotti in molte lingue e hanno ottenuto diversi riconoscimenti, tra cui, nel 1970, il premio internazionale Hans Christian Andersen.