Iniziamo la nostra Newsletter #6 concentrandoci sul lessico. Lo sapete che molte parole italiane cambiano significato semplicemente cambiando genere?

Il partito / La partita (The Party / The match)

Il foglio / La foglia (The sheet / The leaf)

Il mostro / La mostra (The monster / The exhibition)

Il gambo / La gamba (The stem / The leg)

Il mento / La menta (The chin / The mint)

Il banco / La banca (The desk / The bank)

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E lo sapete che in italiano tutti i nomi dei frutti sono femminili e tutti i nomi degli alberi da frutta sono maschili?

Il melo (l’albero) / La mela (il frutto)

Il pesco (l’albero) / La pesca (il frutto)

Il ciliegio (l’albero) / La ciliegia (il frutto)

L’arancio (l’albero) / L’arancia (il frutto)

L’albicocco (l’albero) / L’albicocca (il frutto)

fichi-e-prosciutto-crudo* Fa eccezione il fico che è sia albero che frutto. (A questo proposito non perdete l’abbinata pane prosciutto e fichi, qualcosa di assolutamente delizioso! 😉

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Ora un libro, Atti osceni in luogo privato. E’ un libro uscito nel Febbraio 2015 scritto dal giovanissimo Marco Missiroli (classe 1981). Protagonista Libero Marsell figlio di padre francese e mare italiana. La prima parte di svolge a Parigi dove lui ancora dodicenne si trasferisce con la famiglia, la seconda a Milano. Per descrivere il personaggio che diventa prima ragazzo e poi giovane uomo, vale più di tutto quanto riportato nella quarta di copertina del libro: “Libero Marsell, le Grand Liberò, LiberoSpirito, è un personaggio totale, che cresce con noi, pagina dopo pagina, leggero come la giovinezza de film di Truffaut, sensibile come sono sensibili i poeti, guidato da suoi maestri di vita a scoprire l’oscenità che lo libera dalla dipendenza di ogni frase fatta, di ogni atto dovuto, in nome dello stupore dell’esistere“. Lo stiamo leggendo in questi giorni e ci sta piacendo assai.

Qui trovate tutti i riferimenti del libro e una video-intervista all’autore: Atti osceni in luogo privato di Marco Missiroli.

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ArtusiDa ultimo un breve riferimento a Paolo Poli, fiorentino, attore di teatro, scomparso purtroppo poche settimane fa. Nel ricordarlo ci è tornata in mente la lettura fatta da lui nel 2015 dell’ARTUSI, il famosissimo ricettario curato appunto da Pellegrino Artusi a fine ‘800. E’ un ricettario fondamentale per la storia della cucina italiana, non soltanto perché raccoglie centinaia di ricette regionali raccolte viaggiando qual e là attraverso l’Italia, ma anche perché ha avuto il merito favorire attraverso la cucina quel processo di unificazione nazionale che a fine Ottocento era soltanto iniziato.

Il libro è scritto in un ottimo italiano (Artusi era egli stesso toscano), è assolutamente non convenzionale nello stile, ed ha avuto numerose traduzioni in altre lingue.

Il nome ufficiale del libro è “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene“, qui trovate un’edizione italiana, qui l’audiolibro curato da Paolo Poli, qui un’edizione in lingua inglese. Naturalmente il numero delle ricette è assolutamente degno di nota. Libro assolutamente consigliato! 😉