Molti di voi, soprattutto se siete di livello A2 o superiore, conoscono i pronomi atoni.

Sono pronomi atoni i pronomi diretti, i pronomi indiretti, i pronomi riflessivi e i pronomi combinati.

Perché tutti questi pronomi si chiamano “atoni“? In che senso, in altri termini, sono definiti come pronomi “senza accento“?

La ragione sta nel fatto che questi pronomi, sia che si trovino in posizione proclitica (“ti guardo”), sia che si trovino in posizione enclitica (“informati!”), si uniscono al verbo formando nella concatenazione sillabica della lingua parlata “un’unica parola” contraddistinta da un unico accento.

Dunque nessuna pausa tra “ti” e “guardo” nella lingua orale, ma un unico flusso sillabico “ti-guar-do” con accento sulla sillaba “guar”.

Così “lo-ve-do”, “mi-sem-bra”, “non-te-lo-di-co” oppure “te-lo-di-co” e così via. (Il grassetto indica qui, e anche più avanti, la posizione dell’accento).

Quando i pronomi atoni sono in posizione enclitica, formano già, anche nella lingua scritta, un’unica parola senza possedere un accento proprio: “in-for-ma-ti”, “la-scia-me-lo”, “di-glie-lo”, “pren-di-ti” ecc.

Cosa diversa per i pronomi tonici , che mantengono un accento proprio e non si uniscono al verbo.

“Vedo lui“, “Chiamano loro, non voi“, “Regalo a te questo cd”, “Torno da loro il prossimo sabato”.

Trascrivendo le frasi riportate sopra così come vengono effettivamente pronunciate vediamo che proprio i pronomi tonici prendono l’accento principale in ciascuna concatenazione di parole:

“Ve-do-lu-i”, “Chia-ma-no-lo-ro” | “non-vo-i”, “Re-ga-lo-a(t)-te” | “ques-to-ci-di”.

Di seguito l’elenco dei Pronomi tonici:

menoi
tevoi
lui, leiloro

Da un punto di vista logico i pronomi tonici svolgono la stessa funzione dei pronomi atoni: la frase “lo vedo” e la frase “vedo lui” dicono esattamente la stessa cosa.

Da un punto di vista soggettivo tuttavia, ovvero dal punto di vista dell’intenzione del parlante, le cose stanno diversamente: in un caso affermo semplicemente di vedere qualcuno, lo vedo, nell’altro intendo dare enfasi al fatto di vedere lui e non qualcun’altro.

Differenza tra pronomi atoni (senza accento) e tonici (con accento)Lo stesso per frasi come “mi sembra che sia tardi” e “sembra a me che sia tardi”. Sembra a me appunto, magari a qualcun’altro no, e così via.

A differenza dei pronomi atoni che non sono mai preceduti da preposizioni, i pronomi tonici possono esserlo (a me, di me, con me, per me, tra me e me, da me, in me etc.).