Quel che bisogna sapere di “Sapere”

Socrate diceva di sapere di non sapere, ed era un buon punto di partenza, perché chi sa di non sapere fa domande e fare domande, crediamo, è il presupposto della conoscenza.
Ora, la nostra domanda riguarda proprio il significato di sapere, e soprattutto riguarda

Gli usi che il verbo Sapere ha nella lingua italiana

Ne abbiamo già parlato nei post precedenti. Mettiamo solo insieme qui tutti i significati che abbiamo trovato.

  1. socrateSapere nel senso del saper fare. In questo caso sapere è seguito dal verbo all’infinito ed indica il possesso di una determinata abilità. Ad esempio: “So scrivere“, “So parlare in cinese“, “So suonare il pianoforte“, “So nuotare“. In inglese, in questo caso, sapere si traduce con can, dunque, per i parlanti inglesi, quando dovete dire “I can swim“, non dovete tradurlo con “Io posso nuotare“, ma “Io so nuotare“.
  2.  

  3. Sapere nel senso di conoscere. In questo caso i due verbi hanno un significato equivalente ma gli usi sono diversi. Se pensiamo all’inglese entrambi si traducono con il verbo to know, ma l’uso cambia. Per semplificare, possiamo dire che se voglio dire in italiano qualcosa corrispondente all’espressione inglese “I know that” devo usare il verbo sapere seguito dalla congiunzione che, se voglio dire in italiano qualcosa corrispondente all’espressione “I know something”, devo usare il verbo conoscere. Ad esempio “I know that she is a scientist” si traduce con “Io so che lei è una scienziata“, ma “I know her” or “I know the Italian literature” si traducono con “Io conosco lei” oppure “Io conosco la letteratura italiana”.
     
    Esistono però molte espressioni interessanti (e molti altri usi) che sono fuori da questa regola e che riguardano il verbo sapere: “Lui sa tutto.” (“He knows everything”), “Lui non sa niente” (He knows nothing”) o “Ne sai qualcosa?” (“Do you know anything about it?”).
  4.  

  5. Sapere nel senso di avere il sapore (o l’odore). In questo caso il verbo è intransitivo ed è seguito dalla preposizione di. Ecco alcuni esempi: “Questa minestra sa troppo di parmigiano” (ha il sapore di), “Questa camera sa di chiuso” (ha l’odore di), “La pizza sa di bruciato” (ha il sapore di). Non dimenticate infatti che il verbo latino “SAPIO” (“Io so”) da cui deriva il verbo italiano SAPERE, indica innanzitutto l’avere un sapore. E non dimenticate neanche la parola SAPORE che tradisce in modo del tutto evidente la sua origine dal latino SAPERE (săpĕre).
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  7. Sapere nel senso di credere, o avere l’impressione. In questo caso si usa con pronome indiretto che precede ed indica appunto, per lo più nell’italiano parlato, una conoscenza incerta: “Mi sa che domani piove“, “Mi sa che il treno è in ritardo”, “Mi sa che in pentola non bolle nulla di buono.” In tutti questi casi non soltanto si afferma di non avere una conoscenza precisa su qualcosa ma si anticipa anche, spesso, in un certo senso una cattiva notizia. Non sempre naturalmente. Nelle espressioni “Mi sa di sì” e “Mi sa di no” equivalenti a “Credo di sì” e “Credo di no”, la valenza dell’espressione è neutrale.

E’ tutto un po’ più chiaro a questo punto? Chissà! (CHI SA!) 😉